lunedì 9 aprile 2012

coppie scoppiate



Quando fa così, vorrei odiarlo. Per quanto dolore e quanta umiliazione mi fa sentire. Si lascia andare davanti a me in plateali  manifestazioni d'affetto, rivolte alla gatta.
Lo fa davanti a me, moglie, che trapassa con gli occhi come un vetro terso, a me che trascura come donna ormai da anni. Lui sa cosa sia l'affetto visto che è in grado di esternarlo alla gatta, non è vero che non è capace di slanci... non è capace di slanci verso di me, ecco tutto.
E' stato graduale, ma è cominciato quando mi sono ribellata al suo predominio, quando anche io ho cominciato a volere affermare la mia volontà, quando ho smesso di accettare senza discutere le sue decisioni, quando mi sono resa conto che la nostra coppia era formata da un solo elemento: lui.
Non è mai stato molto espansivo, ma a poco a poco si è spento anche l'ultimo barlume di intimità  che c'era tra noi. E non è servito a niente che ricercassi il suo affetto, con le parole e con i gesti, ho sempre ottenuto solo rifiuti che hanno amplificato la mia umiliazione.
Sono sicura che sia una forma di vendetta, umiliarmi con il rifiuto per farmi pagare la colpa di aver voluto affermare me stessa. Lui sa che ignorandomi mi annienta e alla fine ancora una volta ha lui il predominio.

giovedì 5 aprile 2012


lunedì 2 aprile 2012

staccare e non sognare..

Stanchina anzichenò... ma non è stanchezza fisica.

sabato 31 marzo 2012

mercoledì 21 marzo 2012

Errori di calcolo

"Non ci si improvvisa sarte!" Ha sentenziato mia mamma alla fine del lavoro. In effetti come darle torto? Il difettuccio c'è... Ho preso le misure, tagliato la stoffa e trapuntato il tutto. Ho imbottito l'involucro esterno e applicato i bottoni... sorpresa! Fissare i bottoni ha richiesto più stoffa di quella che avevo calcolato con il taglio. Il risultato è che a lavoro finito la testata appare leggermente più stretta del dovuto. Per questa volta è andata così. Appena tornerò dall'ospedale farò un nuovo fodero leggermente più grande e rimedierò all'errore. Per ora può andare anche così.
Mancano ancora alcuni dettagli, la lampada sul mio comodino, un grande quadro sopra il letto....





martedì 20 marzo 2012

Pensionati & Passatempi



Ogni paesone che si rispetti, è fornito di un discreto numero di pensionati anziani, maschi e femmine. Il paesone dove lavoro non fa eccezione, anzi visto che la natalità è quasi prossima allo zero, è più facile incontrare pensionati che neonati. Il passatempo preferito di questi pensionati si differisce in base al sesso di appartenenza. Per le donne, lo sballo consiste nello scavalcamento della fila. Ti scavalcano nella fila all’ufficio postale perché stanno perdendo l’autobus, ti scavalcano al supermercato perché altrimenti perdono il treno. Poi le ritrovi fuori che spettegolano ininterrottamente, con altre che hanno sicuramente scavalcato la fila in altri posti.
Per gli uomini i passatempi sono  diversi e molteplici. Solitamente si riuniscono in capannelli di tre o più e li trovi nei posti più disparati. I più decrepiti li trovi seduti ai tavolini all’aperto del bar centrale, non importa quanto sia freddo, a loro piace fare commenti velenosi ad alta voce su donne e ragazze che passano di lì, mandarli a quel paese è superfluo, sono sordi. 
Poi ci sono quelli che si raggruppano nei pressi di cantieri e lavori stradali; incuranti del fatto che intralciano lavori e carreggiata, guardano lavorare e criticano l’operato. È tutto sbagliato è tutto da rifare, se lo facessero loro lo farebbero meglio.
 Infine ci sono i solitari, quelli hanno un passatempo unico e insuperabile. Sostano davanti alle strisce pedonali. Tu passi con l’automobile, li vedi e ti fermi per farli attraversare; ti inceneriscono con lo sguardo e stizziti ti fanno cenno di proseguire. 
Ma come fai, idiota di un’automobilista a non capire che loro sono lì a badare le strisce nel caso qualcuno avesse intenzione di portarsele via?

sabato 10 marzo 2012

dritto e rovescio

Allora, sembra che la malattia sia in completa remissione, vale a dire che con la chemioterapia il linfoma sta regredendo. Questo non vuol dire che io sia guarita, anzi, potrebbe succedere che quando meno me l'aspetto ci potrebbe essere una recidiva . Per evitare che questo accada, i medici hanno stabilito di sottopormi ad un autotrapianto di cellule staminali, che mi erano state prelevate all'inizio di gennaio. A quanto pare è questione di qualche settimana e poi verrò ricoverata per procedere al trapianto.
Devo dire che questa cosa, anche se già ventilata prima delle terapie, non solo mi spaventa, ma mi scoccia pure... stavo meglio avevo più o meno ripreso la vita di sempre, la mia mente era un turbinio di progetti ed ecco che tutto si arresta di nuovo.  Mi sottoporranno ad una chemioterapia molto forte per eliminare eventuali cellule malate e poi con il sistema immunitario azzerato, dovrò stare per circa un mese ricoverata in isolamento in attesa che le cellule staminali facciano il loro dovere, dove potrò ricevere al massimo una visita al giorno...
 Ecco, tutto questo mi mette un magone tremendo, un mese intero da sola, per di più malandata, mi sento come dovessi farmi un mesetto di carcere.